Eppure, ci tocca scrivere.
Ci tocca riempire uno spazio per sentirci più sicuri.
Ci tocca esprimere qualcosa pur di dirla.
Facile, basta girare l’angolo e vedi e leggi su altri blog le abominevoli riflessioni di chi – pur di aggiornare il proprio stato mentale confusionario – è capace di scrivere – anzi, di non scrivere – le più ridicole autoriflessioni, meschine e indigeste, che il mondo possa ricordare.
Mi piacerebbe stilare una lista.Sì, una lista di proscrizione.
Una lista in cui citare i blog che detesto, che desidererei sparissero giacché non esistono pur esistendo.Ma sono volteriano, professo e pratico – nonostante tutto – la tolleranza.
Sopporto che altri scrivano le loro idiozie, le leggo, mi diverto e mi compiaccio della necessità dell’ignoranza e dei suoi epigoni.
Difatti, è pur vero che non si vive di solo blog: ma il fatto che esistano individui così perfettamente inconsapevoli della loro nullità mi riempie di sana cattiveria.
Immagino quando questi individui accendono il pc, intraprendono la loro manuale e quotidiana navigazione nel procelloso mare del loro universo ridotto a larva, lasciano commenti inutili e dannosi per chi li legge e poi – finalmente – scrivono la loro cazzata quotidiana.Benvenuti nel blog più inutile del pianeta terrestre.
Se vi sentite troppo intelligenti, mediamente intelligenti o soltanto intelligenti cambiate pagina.Andate altrove, spegnete il computer e datevi una mossa: qui non c’è nulla da leggere.
Qui non si cambia la storia.
Qui c’è qualcuno che vi detesta.








